Qual è il profilo del Digital Worker 4.0? Explorer, Thinker, Socializer, Achiever…

“Passare dalle abilità post-industriali alle competenze digitali deve essere una priorità strategica per ogni organizzazione”
Afferma Olga Pagliaroli, MD cut-e Italy

Le maggiori organizzazioni di successo stanno attraversando una trasformazione in termini di competenze soft, passando da quelle  “post-industriali” a quelle “digitali”.

Si tratta di un cambiamento fondamentale, ma molti confondono ancora le competenze digitali con la semplice competenza tecnica. Non si tratta di sapere utilizzare Excel, di conoscere il potenziale di Internet e nemmeno di essere in grado di automatizzare il back office, le competenze digitali sono rappresentate dall’attitudine e l’abilità di sposare la tecnologia, collaborare con gli altri e lavorare in un ambiente moderno e digitale.

Non si tratta di un concetto che si applica solamente ai giovani, ma è piuttosto trasversale e riguarda tutti noi e il nostro modo di lavorare.

Knowledge workers

Le competenze post-industriali sono impersonate da Don Draper, l’immaginario direttore creativo di una compagnia pubblicitaria di Manhattan, nella serie TV “Mad Men”. In quel periodo, le persone avevano compiti ed obiettivi da raggiungere ed interagivano fra di loro in un ambiente determinato. Il capo diceva loro su cosa lavorare, e gli strumenti di cui avevano bisogno per svolgere il lavoro erano sempre gli stessi e ben definiti.

Di contro, le Competenze Digitali sono impersonate da Mark Zuckerberg.

I “knowledge workers” di oggi non hanno compiti prefissati, ma ci si aspetta che si mettano in contatto con gli altri e collaborino in contesti diversi, interagendo con differenti stakeholder. Per avere successo dovranno cercare autonomamente le informazioni di cui hanno bisogno. Gli strumenti che utilizzano cambiano rapidamente con l’introduzione di nuove tecnologie, sistemi e processi.

Grazie alla democratizzazione della tecnologia oggi, è possibile avere un grande scambio di informazioni. Le persone hanno accesso al cloud, a database e strumenti di project management, e lavorano in team virtuali, interagendo con tecnici di supporto “senza volto”.

In altre parole, le professioni stanno cambiando da molto dipendenti a totalmente indipendenti.

Cambia il tuo modello!

Se non si cambia il proprio modello post-industriale si continuerà ad avere a che fare con professionisti della vecchia scuola.

Il modo in cui le persone interagiscono è cambiato in maniera significativa. Le Competenze Digitali sono necessarie per ogni tipo di ruolo; eppure molte organizzazioni non sono ancora equipaggiate per avere successo in questa trasformazione.

Alcune devono ancora rendersi conto della portata della sfida che stanno affrontando. In teoria, sono alla ricerca degli Zuckerberg, utilizzando gli stessi strumenti di assessment che usavano per trovare i Don Draper.

C’è poca uniformità tra i ruoli che le organizzazioni vogliono coprire e le competenze ricercate nei candidati.

Lo stesso Zuckerberg è caduto nella trappola. Uno dei fondatori di WhatsApp venne scartato per uno stage in Facebook perché non rientrava nei canoni richiesti. Sei anni dopo Facebook ha comprato WhatsApp per 19.3 miliardi di dollari. Gli errori possono costare molto cari.

Noi riteniamo che per i Knowledge Workers di oggi ci siano 12 competenze chiave, raggruppate in 4 macro aree: Explorer, Thinker, Socialiser ed Achiever.

cut-e ha validato un assessment su queste competenze per predire se un individuo sarà o meno un efficace knowledge worker in un contesto digitale.

Quali sono le competenze di ciascuna area?

Explorer
Esplorare le tendenze – conoscere e fare proprie nuove soluzioni del mercato e applicarle al proprio contesto professionale
Promuovere la diversità – saper lavorare con gruppi multiculturali e con skill diverse, promuovendo un clima di responsabilità e di rispetto verso le differenze individuali e di opinione come metodo per raggiungere risultati migliori
Rompere gli schemi – saper agire con coraggio  e convinzione, rompendo gli schemi ogni volta che è necessario

Thinker
Creare la visione – identificare i bisogni e sviluppare una nuova e realistica visione del business nei contesti digitali per poter creare una strategia operativa a lungo termine
Analisi dei problemi  – analizzare informazioni complesse (incluse informazioni da fonti digitali), per poter sintetizzare e presentare le stesse in maniera semplice e affidabile.
Assorbire expertise – “wiki-learning”, favorire l’auto-apprendimento e costruire le proprie conoscenze utilizzando gli strumenti a disposizione (inclusi i canali digitali) e collegare le conoscenze provenienti da altri

Socialiser
Trasformare i team – fare empowering dei team (sia global che delocalizzati), mantenendo il focus sul raggiungimento degli obiettivi attraverso gli strumenti a disposizione
Connecting talent – fare network attraverso contenuti e formule innovativi con l’obiettivo di espandere le frontiere del business e dei clienti
Ispirare gli altri – trasmettere i messaggi in maniera convincente e persuasiva (anche attraverso canali e risorse digitali)

Achiever
Accogliere le novità – essere reattivo nell’affrontare cambiamenti e incertezze e essere in grado di integrarli tra le proprie responsabilità.
Generare soluzioni – agire velocemente e con orientamento verso la soluzione, scegliendo le risorse appropriate e scegliendo un approccio pragmatico.
Raggiungere gli obiettivi/ Identificare i bisogni: identificare i bisogni impliciti e le conoscenze da clienti e partner interni/esterni rispondendo in maniera efficiente davanti a criteri diversi e raggiungere un accordo vantaggioso durante la negoziazione.

Quali sono i fattori per realizzare la trasformazione digitale?

Le competenze che abbiamo descritto dovrebbero formare le fondamenta di ogni programma di Trasformazione Digitale ed offrono la struttura per generare un nuovo modo di lavorare. E’ importante tuttavia, che anche altri fattori siano presi in considerazione prima che le abilità digitali siano completamente inserite in tutte le funzioni.

Cultura

Primo fattore: la cultura. Le competenze digitali richiedono un cambio della cultura organizzativa. Ad esempio “rompere gli schemi” è una competenza difficile da agire per i nuovi entrati in una organizzazione dove tipicamente non si incoraggia tale caratteristica. I giovani talenti potrebbero entrare in azienda già possedendo questa competenza, che però può essere facilmente limitata se ci si confronta con un manager che non favorisce il cambiamento o la generazione di nuove idee.

Assumere nuovi talenti con competenze digitali sarà una vera trasformazione. Cambiare il profilo delle persone che si inseriscono in azienda, con il tempo, cambierà la cultura stessa dell’organizzazione e stabilirà nuovi modi di pensare. Allo stesso tempo però, se il team HR non valorizza le competenze e il mindset necessari, l’azienda non sarà in grado di inserire persone digitalmente competenti.

Leadership

Secondo fattore: la Leadership. La trasformazione digitale deve essere guidata dall’alto. E’importante che il management stabilisca una visione chiara di come l’organizzazione intende creare una cultura digitale e quali i vantaggi associati. Un audit interno sulle competenze digitali può aiutare ad identificare i bisogni formativi e di sviluppo in questo senso.

Vodafone offre in questo senso una interessante best practice.  Loro si affidano ai Digital Ninjas, giovani talenti che diventano mentori di manager senior per aiutarli a sviluppare le loro competenze digitali, così che possano lavorare più efficacemente.

Conoscenza

Terzo fattore: la Conoscenza. Le università e altre istituzioni devono muoversi verso l’adeguato insegnamento delle competenze digitali ai giovani e aiutarli ad essere pronti per una carriera digitale. Alcuni studi dimostrano che i millennials vogliono lavorare per organizzazioni digitalmente avanzate, agire di conseguenza può quindi migliorare la propria reputazione aziendale.

Raggiungere la Digital Competence deve essere la priorità massima per ogni organizzazione.

Se le persone non sono pronte al nuovo modo di lavorare, le organizzazioni rischiano di essere sorpassate da competitor più abili.

 

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